RUP
Rational Unified Process
RUP — Rational Unified Process è un metodo di sviluppo software iterativo, rilasciato come prodotto commerciale da Rational Software nel 1998. Basato sui contributi precedenti dei Three Amigos (in particolare di Booch e Jacobson), è il processo enterprise heavyweight che ha accompagnato l’adozione di UML negli anni ‘90 e 2000.
Come funziona #
RUP organizza un progetto in quattro fasi sequenziali, ciascuna composta da una o più iterazioni interne:
- Inception — visione, business case, scope generale
- Elaboration — architettura, requisiti dettagliati, mitigazione dei rischi tecnici
- Construction — implementazione iterativa del software
- Transition — deploy in produzione, beta, rollout, training
A differenza del waterfall classico, RUP è iterativo (si torna indietro tra le fasi più volte). A differenza di Scrum, è document-intensive — un’Elaboration tipica enterprise dura mesi, con artefatti tracciati e milestone documentate.
Quando ha senso oggi #
Lo spazio di RUP nei nuovi progetti è stato eroso dall’Agile a partire dal 2001. Però sopravvive vivo e vegeto nei settori dove il rigore documentale è obbligatorio per legge o per audit: aviazione (DO-178C), medicale (IEC 62304), banking critico, R&D farmaceutico. In questi contesti un metodo agile puro non passa l’audit, e RUP — o un suo discendente — è ancora lo standard.
Cosa cambia rispetto ad Agile #
Agile mette al centro le persone e le iterazioni brevi; RUP mette al centro i processi e gli artefatti tracciabili. Non sono superiori l’uno all’altro — sono adatti a contesti diversi. Molte idee di Agile (user story, sprint, “Three Amigos meeting” in BDD) hanno origine concettuale nel mondo UML/RUP — solo asciugate del peso del processo.