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Direttiva 2011/7/UE

Late Payment Directive

La Direttiva 2011/7/UE è la normativa europea sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Stabilisce regole chiare: termine standard di 30 giorni, massimo 60 tra imprese (con accordo esplicito), 30 per la PA, e interessi di mora automatici al tasso BCE + 8%.

Come funziona #

La direttiva è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 231/2002 (modificato nel 2012). Sulla carta le regole ci sono: 30 giorni standard, interessi automatici, compenso forfettario di 40€ per fattura pagata in ritardo. Nella pratica italiana è come se non esistessero — il DSO medio italiano è 80 giorni, ben oltre il massimo di 60.

A cosa serve #

Dovrebbe proteggere i fornitori — in particolare le piccole imprese e i freelance — dai ritardi di pagamento strutturali. In paesi come Germania (DSO 24 giorni) e Paesi Bassi (DSO 27 giorni) la direttiva funziona. In Italia il gap tra norma e realtà è abissale.

Perché è critico #

La direttiva dimostra che il problema dei ritardi di pagamento in Italia non è legislativo — le leggi ci sono. È culturale e strutturale: il costo reputazionale di far valere i propri diritti supera il beneficio economico, e il sistema si regge sulla docilità del creditore.